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CHIESA DI SAN LORENZO

 

Chiesa di campagna, eretta sulle fondamenta di una più antica che risaliva a tempi addietro, con pianta a forma di croce latina, costruita interamente con sassi a vista e la parte interna rifinita con stucchi e decori di stile barocco. Si conosce però con certezza che fu consacrata il 10/08/1672 da Monsignor Don Matteo Lucchini. La cappella laterale destra è dedicata alla Madonna del Rosario, la cappella laterale sinistra a San Giuseppe. Nel 1897 la Chiesa fu ampliata con l'aggiunta dell'entrata ed assunse così la forma attuale. La torre campanaria fu edificata nel 1903 dopo la demolizione della precedente ormai pericolante e parzialmente crollata. La torre, così come la possiamo ammirare oggi, è stata edificata con l'aiuto materiale di tutti i parrocchiani e con la collaborazionedegli emigrati all'estero.L'edificio  è spesso citato in documenti "Visite Pastorali" della diocesi di Piacenza. ( come descritto nel rapporto del 24 Agosto 1579)."Il Vescovo Castelli visita la Cappella di San Rocco posta in luogo pianeggiante a due miglia dalla Chiesa Parrocchiale ma la trova diroccata senza redditi n'arredi. Dichiara che in tale stato in essa non si potrà celebrare, facendo ordine al parroco della Chiesa di San Lorenzo d'installare una gran croce al posto dell'edificio e utilizzare il materiale edilizio per la chiesa stessa. Da una successiva visita, il 13 giugno 1691, il Vescovo Boni trova l'oratorio restaurato ma non arredato e lo dichiara quindi non utilizzabile per le funzioni religiose.L'11 Settembre 1741, il Vescovo Gerardo Zandermani trova l'oratorio completo d'altare ma privo dei paramenti, quali però, sono portati dal parroco ogni volta per le funzioni. Si prende atto altresì, che il parroco deve adempiere in detto luogo ad un lascito testamentario di 14 messe, nonché d'altre cinque funzioni la settimana finché non si fosse restaurato l'oratorio di S. Carlo.Successive fasi si alternano fra la popolazione ed il Vicariato, la prima fermamente fedele ed ostinata a conservare detto bene, la seconda a negare autorizzazione all'utilizzo dello stesso per funzioni religiose e di culto se tutto non fosse stato completo. Certificato nell'ultima visita pastorale del 1773 per conto del Vescovo Pisani in cui si apprese: "E stato assegnato come dote dell'Oratorio una pertica di un prato per la quale chi la falcia versa al parroco una libbra di cera ogni anno come comprovato e riconosciuto." Ora l'Oratorio si presenta in ben stato di conservazione sia interna sia esterna ed è utilizzato saltuariamente per funzioni religiose.

MULINO DEI RIE'

Una tappa obbligatoriao è il Mulino dei Riè, architettura rurale, in stato purtroppo ancora di abbandono, pericolante, che testimonia una delle realtà della tradizione del luogo i mulini; al tempo della sua costruzione erano numerosi i mulini le cui pale erano azionate dallo scorrere dell’acqua dei torrenti circostanti.

CASTEL D'ERBIA

Vari nomi ricordano questa costruzione: Herbia, Nebbia, Nebla: La fondazione sarebbe avvenuta nel 1400 per iniziativa del Giureconsulo Pietro Nicelli che voleva certo creare un valido avamposto atto a precludere l'accesso alla strada che, dalla Val Perino, portava alla Val Nure, zona da secoli sotto il dominio della Sua famiglia. In seguito a divisioni nel 1514 l'edificio passò a Pier Antonio. Fra i vari esponenti della famiglia che nel 1539, dopo aver saccheggiato Bettola, trucidarono barbaramente Giovanni Camia, detto il grosso, era anche Gian Francesco, signore d'Erbia. Per rappresaglia i Camia, con un buon numero d'armati, si portarono ad Erbia, devastando ogni cosa. Nel 1641 gli ultimi discendenti di tale ramo vendettero il castello e le sue pertinenze al rettore di Calenzano, Don Giuliano Cavanna, che lo tenne fino alla sua morte. (1659).

Attualmente il castello si presenta diroccato.

Info Contatti

Agriturismo LE CASCATE
Localita' Calenzano Fondo
29021 - Bettola
Piacenza - Italia
C.F. / P.Iva: 01392540330
Tel: 0523/913501
aziendagricolamontegelato@gmail.com

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